Consigli

Come revisionare il tuo manoscritto

La revisione può essere un momento molto arduo nel lavoro di uno scrittore. Io, però, sono anche convinta che sia il momento in cui si comincia a fare sul serio. Scrivere è riscrivere, ossia migliorare poco alla volta quella prima bozza pasticciata per farne un libro vero.

Ricorda: nessuna prima bozza è un lavoro leggibile.

Immagina questo scenario. Hai letto il mio articolo dedicato a come iniziare il tuo romanzo, quello su come scrivere tutti i giorni, e dopo settimane, mesi o anni hai infine concluso la prima bozza della tua opera. Bravo! Il lavoro, però, non è ancora finito. Anzi, non è nemmeno cominciato.

Lo scopo di una prima bozza è arrivare alla fine del progetto. Non si tratta di un’impresa da poco; è la base su cui poggerà tutto il lavoro successivo. Tuttavia, il testo ottenuto alla fine di una prima stesura non è pubblicabile. Difficile anche che sia un testo valido da sottoporre a un editore. Prima ti rassegni all’idea che la tua bozza debba subire un lungo lavoro di revisione meglio sarà per te, per il tuo lavoro e per le tue possibilità di renderlo pubblicabile e ottenere un contratto.

Meglio far passare del tempo tra la fine della prima stesura e la rilettura e revisione del romanzo. Procedere a un lavoro di revisione a caldo non produrrà dei risultati buoni come eseguire la stessa operazione dopo almeno un mese di pausa. Questo perché, appena messa la parola FINE alla bozza, sei ancora pieno di entusiasmo, sei affezionato alle tue parole e quindi meno propenso a modificarle. Invece, durante la revisione, è importante che tu sia lucido e in grado di valutare quello che è meglio per il tuo testo.

Piccola premessa: l’autore stesso non potrà mai avere un giudizio davvero obiettivo sul proprio libro. Per questo motivo, la pubblicazione deve essere sempre preceduta dall’intervento di un editor. Per poter arrivare a questo punto, tuttavia, devi prima essere accettato da una casa editrice. Perché questo avvenga, è importante inviare in valutazione la versione migliore possibile del tuo romanzo. Realizzare quest’ultima è proprio lo scopo del tuo lavoro di revisione.

Revisionare è un lavoro lungo e spietato. Non c’è spazio per l’indulgenza verso te stesso. Eppure è un lavoro da cui è possibile imparare tantissimo come scrittori. In un certo senso, revisionare è scrivere, in un modo più attento e profondo di quanto non sia buttarsi attraverso la prima stesura.

Ma veniamo alla parte operativa.

Quando si tratta di revisionare, ci sono due categorie di scrittori: coloro che tendono a essere troppo indulgenti verso se stessi e ciò che hanno scritto e coloro che, al contrario, hanno una visione fin troppo severa e autodistruttiva di se stessi e del proprio lavoro. Io, per esempio, appartengo a quest’ultima tipologia: il terrore che sia tutto da buttare mi sfiora spesso, insieme alla paura di non essere in grado di scrivere libri come quelli dei miei autori preferiti.

Entrambi gli atteggiamenti sono sbagliati. Come sempre, bisogna attenersi a una sana via di mezzo. Non bisogna essere troppo propensi a lasciare la prima bozza com’è, ma nemmeno avere tanta voglia di buttare via tutto. Quale che sia il testo che hai in mano, ci saranno delle parti buone e altre da riscrivere da capo.

La prima mossa da fare una volta conclusa la prima stesura e lasciato il libro a riposo per almeno un mese è scrivere un elenco di tutti gli aspetti che, secondo te, devono essere rivisti. Il libro è tuo, nessuno lo conosce meglio di te, e di certo durante la prima stesura ti saranno venuti in mente dettagli e particolari da sistemare in seguito.

Per me, di solito, si tratta di piccole incoerenze di trama o ambientazione, idee o personaggi che ho sviluppato in modo diverso con il procedere della storia e che mi ero ripromessa di rendere più lineari a un passaggio successivo.

Ecco, è momento di ripulire tutte queste inesattezze.

Poi si passa a una revisione più sostanziale. Non ci sono metodi giusti o sbagliati, ma il mio consiglio è quello di procedere per step e focalizzarti su un problema alla volta in modo da non sentirti schiacciato dalla massa di lavoro da fare. Gli aspetti da revisionare sono:

  • Worldbuilding
  • Trama
  • Ritmo
  • Personaggi
  • Stile (aspetto a sua volta scomponibile in dialoghi e descrizioni)

Procedendo con una revisione per ogni voce di questo elenco non rischierai di confonderti durante il lavoro. Ogni nuova bozza sarà concentrata su una sola di queste cose. Solo così manterrai una visione lucida sugli aspetti da sistemare e procederai in modo coerente e sistematico.

Non una revisione sola, quindi, ma più revisioni, ognuna focalizzata su una problematica.

Spesso il desiderio è quello di avere tutto e subito, ma, quando si tratta di revisionare, l’approccio da panzer rischia di essere poco produttivo. Conclusa la prima bozza, quella il cui scopo era arrivare alla parola FINE, è il momento di procedere in modo calcolato; non c’è più spazio per l’impulso.

Non saltare nessun passaggio. Dirti, per esempio, “Ma sì, i personaggi li ho sviluppati bene, non ho bisogno di modificare niente”, oppure “La trama è già perfetta così” è controproducente. Perfino un prodotto buono può essere migliorato e dedicare un’attenta lettura anche alle parti che già pensi di padroneggiare ti permetterà di crescere ancora di più.

Un altro consiglio che mi sento di dare è quello di non revisionare mentre ascolti la musica.

So che a questo probabilmente storcerai il naso, ma pensa a quello che può fare la colonna sonora di un film. Pensa alle scene più epiche, a quelle che al cinema ti hanno fatto piangere e battere il cuore. Senza musica sarebbe tutta un’altra cosa, vero? Ecco, chi avrà in mano il tuoromanzo (che sia il tuo futuro editore o un lettore che ti ha scovato in libreria) non avrà la tua playlist di YouTube o Spotify nelle orecchie. Più probabile che sia costretto a leggere in metro, in treno, nelle pause al lavoro o disturbato dalla tele accesa nell’altra stanza o dal chiacchiericcio dei familiari.

La musica può aiutare uno scrittore durante la prima stesura, ma deve essere bandita dalle revisioni, perché influenza troppo il tuo modo di percepire la drammaticità o la forza di una scena.

Con questo ho concluso i consigli di carattere generale su come revisionare la tua storia. Mi preme solo ricordare questo: è qui, in fase di revisione, che i libri diventano quello che leggiamo quando facciamo shopping in libreria. Nessuno è in grado di produrre un capolavoro durante la prima stesura, ma il vero talento dello scrittore salta fuori in revisione.

Fammi sapere se l’articolo ti è stato utile e quali aspetti specifici del lavoro di revisione vorresti che approfondissi nei prossimi articoli!

Un commento

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: