Consigli

Come costruire il tuo universo narrativo

Dopo l’articolo dedicato al primo approccio alla revisione del nostro manoscritto, è il momento di affrontare uno per uno gli step che compongono il lungo (e duro) lavoro di stesura di un romanzo.

Worldbuilding: che cos’è?

Uno dei primi punti che personalmente prendo in considerazione quando comincio a pensare a un romanzo è il worldbuilding. Con questo termine tecnico si intende la costruzione dell’universo fittizio all’interno del quale mettiamo in scena la nostra storia e si muovono i nostri personaggi. Verificarne la solidità è un passaggio imprescindibile.

A un primo impatto può sembrare che questo argomento riguardi solo gli scrittori che si occupano di narrativa fantastica. Chi scrive fantasy, fantascienza e sottogeneri tende a sentire questo problema come molto importante, perché spesso si trova a inventare di sana pianta l’universo delle proprie storie.

Ma sfatiamo il mito: il worldbuilding non riguarda solo gli autori di narrativa fantastica.

Tutte le storie sono ambientate in un universo fittizio. Anche quelle all’apparenza più realistiche. Questo perché la vita è troppo complessa perché possa davvero rientrare in un romanzo così com’è. Quale che sia la storia che stiamo scrivendo, il suo universo non potrà mai sovrapporsi alla perfezione alla realtà. Qualcosa dovrà essere tagliato fuori, qualcos’altro andrà riaggiustato per esigenze narrative. E qui sorgono i problemi.

L’ambiente, in un romanzo, non è mai solo uno sfondo. Diventa parte integrante della fibra narrativa, lo scheletro di tutta la struttura. Se le ossa sono deboli, l’intero corpo vacillerà.

Avete presente quei romanzi di cui si dice “ma la vera protagonista è la città di X”? Ecco, si tratta di opere che sono ben riuscite sotto l’aspetto del worldbuilding. Il modo migliore per perfezionare il worldbuilding della nostra opera è considerare l’ambiente come un personaggio a sé stante, con una propria identità ben caratterizzata e le sue mille sfaccettature cesellate con attenzione.

Come si costruisce un mondo

Alla base di un solido worldbuilding ci sono ore e ore di documentazione. Di solito questo lavoro precede la stesura vera e propria del libro. Vari aggiustamenti possono intervenire in corso d’opera, motivo per cui è importante dedicarvi una speciale attenzione anche in fase di revisione.

Partiamo dalle basi. Quando penso al mondo del mio work in progress, mi pongo le seguenti domande:

  • In quali aree geografiche (reali o fittizie) è ambientato il romanzo?
  • Qual è il passato del mondo (della regione, della città, della scuola o quello che vi pare) in cui è ambientato il romanzo?
  • Quali aspetti del passato influenzano il presente e in che modo?
  • Quali sono le regole che i personaggi devono rispettare quando si muovono in questo ambiente?
  • Chi controlla che le regole siano rispettate?
  • Chi stabilisce le regole?
  • Come, dove e da chi sono punite le violazioni alle regole?
  • Quali mezzi di comunicazione hanno a disposizione gli abitanti di questo tempo e luogo?
  • Quali mezzi di trasporto?
  • Quale fede religiosa?
  • Come si vestono?
  • Che cosa mangiano?
  • Come e dove dormono?
  • Dove abitano?
  • Che lingua parlano?
  • Come trascorrono il tempo libero?
  • Qual è l’aspetto tipico?
  • Com’è scandita la giornata tipo?
  • Che cosa c’è al di fuori dei confini in cui è ambientato il romanzo?

Consiglio di rispondere per iscritto a tutte queste domande in un file dedicato. Definire in modo chiaro il tempo e il luogo in cui si muovono i personaggi può sembrare scontato, ma sono i punti cardinali di tutto il nostro worldbuilding ed è importante avere le idee chiare in proposito. Soprattutto, dobbiamo essere sicuri di che cosa significhino questo tempo e questo luogo per i nostri protagonisti.

L’avanzamento tecnologico è uno dei dettagli più delicati di cui tener conto quando ci si occupa di narrativa realistica contemporanea. Per esempio, gli smartphone di un paio di anni fa non avevano il riconoscimento facciale, quelli di quattro o cinque anni fa non si sbloccavano con l’impronta digitale. È facile dimenticarsene, ma dobbiamo fare attenzione a non cadere in banali ed evitabilissimi anacronismi.

Raccontare ciò che conosciamo ci risparmia da tante gaffe, ma non sempre è possibile. Per scelta o per costrizione, spesso ci troviamo a far muovere i nostri personaggi in tempi e luoghi in cui noi non siamo stati.

Un certosino lavoro di documentazione diventa quindi necessario. È importante non trascurare nessun aspetto di quelli che vengono citati anche solo di sfuggita all’interno del romanzo. Quel modello di auto è/era in commercio nel Paese e nell’anno di cui stiamo raccontando? Quell’acconciatura è alla moda oppure no? E così via.

Dobbiamo arrivare a conoscere il mondo dei nostri personaggi meglio di quello in cui ci muoviamo noi.

Le informazioni assenti sono importanti come quelle presenti

Ok, abbiamo compilato un corposo file Word con tutti i dati relativi all’universo della nostra storia. E ora?

Il lavoro che andremo a fare in seconda battuta sarà per lo più un lavoro di decostruzione. Si tratta di eliminare dal romanzo tutti quei riferimenti alla storia o all’attualità che non hanno nulla a che vedere con la vicenda che stiamo raccontando. Al contempo, dovremo esaltare tutti quegli aspetti che interferiscono, a un livello più o meno profondo, con la trama.

Dobbiamo essere precisi, ma non ridondanti. A volte, dopo un lungo lavoro di ricerca, cediamo alla tentazione di inserire dettagli poco funzionali solo per dare un tocco di colore in più alla storia, presi dall’entusiasmo per le cose che abbiamo imparato. È importante non perdere di vista l’obiettivo finale: tutto questo lavoro di documentazione serve per migliorare la storia, non è la storia che serve per mettere in mostra il nostro lavoro di documentazione.

Da evitare assolutamente l’infodump. Lo spiegone, per gli amici. Teniamo sempre sotto controllo i paragrafi lunghi in modo sospetto. Non dobbiamo avere paura di darci un taglio: una ricerca accurata si fa sentire più nell’esattezza dei particolari invisibili che in una massiccia esibizione di sapere.

Nel caso in cui il conflitto predominante all’interno del romanzo sia di tipo ambientale, è probabile che il nostro protagonista si ponga in modo antagonistico rispetto a uno o più punti di quelli elencati nel nostro file dedicato al worldbuilding. Questo genere di conflitto risulterà molto più efficace se sapremo con esattezza che cosa evidenziare nel corso della narrazione e, al contempo, elimineremo tutti gli elementi non necessari che rischiano di distrarre il lettore e distogliere la sua attenzione.

Ciò non significa che non dobbiamo citare il modello di automobile posseduto dal nostro protagonista se non è funzionale alla trama, anzi! Significa, però, che, se quella marca di auto non è normalmente venduta nella città o nel Paese prescelto, o abbiamo un valido motivo per scrivere che il nostro protagonista ne possiede un esemplare, o faremmo meglio a scegliere un modello più neutro.

Questo perché preferiamo giocarci la sospensione dell’incredulità dei nostri lettori solo per le cose davvero importanti.

Come avrete notato, in realtà non c’è differenza nell’impegno da dedicare al worldbuilding tra chi si occupa di narrativa realistica e chi si occupa di narrativa fantastica. L’unica discrepanza sta nel fatto che gli autori fantasy e di fantascienza inseriranno tra le regole del loro universo anche quelle relative alla magia o alla tecnica.

Alcuni romanzi di cui consiglio la lettura per approfondire il worldbuilding:

  • Notre-Dame de Paris, di Victor Hugo. È un romanzo storico dalla forte impronta romantica in cui, come dal titolo, la vera protagonista è la città di Parigi. Con tutto ciò che implica.
  • I romanzi di Brandon Sanderson. Amo questo autore, ma, a prescindere dai gusti personali, penso che dalle sue opere si possa imparare molto sulla costruzione di un universo fantastico e di un originale sistema della magia in cui ogni dettaglio è finalizzato alla trama.
  • Un ambiente ben delimitato e identificato da regole precise può fare la differenza per un bel giallo. Leggere Agatha Christe per credere.

Fatemi sapere nei commenti se questo articolo vi è stato utile. Vi auguro un buon lavoro sui vostri romanzi!

Un commento

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: