In questo articolo la scrittrice fantasy sara simoni consiglia come costruire i dialoghi nei romanzi
Consigli

Come far parlare i tuoi personaggi: i dialoghi

In un’opera di narrativa, i dialoghi sono uno strumento potente, che l’autore deve saper padroneggiare al meglio. Se hai già letto il mio articolo sullo stile, conosci le dritte su come impostare il registro del tuo romanzo. I dialoghi, però, meritano un approfondimento a parte, perché rivestono molteplici funzioni e veicolano molti più messaggi di quello che pensi.

Attraverso i dialoghi, infatti, i personaggi non comunicano solo tra di loro, ma parlano anche ai lettori. E il modo in cui parlano è forse più importante delle informazioni che si scambiano. Dialoghi ben riusciti sono in grado di sostenere il ritmo della scena più statica e di portare avanti la trama nei momenti cruciali. Viceversa, scambi di battute fiacchi possono uccidere qualsiasi tensione e far precipitare climax costruiti con accuratezza.

Perfezionare i tuoi dialoghi è un passaggio che ti consiglio di NON rimandare.

Fai avanzare la trama all’interno delle virgolette

Personalmente, amo molto i dialoghi. Quando sono al lavoro sulla prima bozza di un romanzo, mi capita di scrivere intere scene composte solo da dialoghi, come se fosse una sceneggiatura. In fase di revisione aggiungo anche il contesto, ma la struttura resta imperniata sullo scambio di battute. Questo perché è proprio nei dialoghi che avanza la trama.

Prendete un libro qualsiasi e analizzatelo: la maggior parte delle decisioni importanti e delle svolte cruciali avviene all’interno del virgolettato. Rivelazioni, confronti, chiarimenti, dichiarazioni: tutto questo è materia di dialogo. Anche nel più dinamico dei romanzi d’azione l’eroe e l’antagonista hanno uno scambio di battute sul filo del rasoio, mentre nei libri d’amore spesso crea più tensione un dialogo ben costruito rispetto alla descrizione di una scena hot.

A esclusione di certe avanguardie e sperimentazioni, non esiste genere narrativo che possa reggersi senza una solida impalcatura di dialoghi. Ogni informazione di importanza più che minima viene comunicata al lettore dalle parole dei personaggi stessi.

Presenta i tuoi personaggi tramite la loro voce

Puoi spendere decine di righe in descrizioni che analizzino il tuo personaggio dalla punta dei capelli alle piante dei piedi. Puoi sprecare pagine e pagine per parlare del suo passato. Puoi tentare di essere esaustivo quanto vuoi, ma è solo attraverso i dialoghi che il personaggio mostrerà davvero il suo carattere e la propria psicologia e si farà conoscere dai lettori.

Ha la lingua sciolta e un’abile parlantina? Hai costruito un truffatore di prima categoria, oppure un saggio maestro? Quale che sia l’indole del tuo personaggio, deve emergere dal suo modo di parlare con gli altri, perché è grazie alle sue battute che capiremo chi è davvero. Mi è capitato di leggere libri di autori alle prime armi in cui un certo personaggio era presentato come un astuto parlatore, ma poi le sue battute erano insipide e poco convincenti. Situazioni di questo genere creano una sensazione di straniamento nel lettore, il cui primo pensiero sarà di essere stato preso in giro.

Il carattere non è l’unico elemento da prendere in considerazione quando si definisce la voce di un personaggio. Dal modo di parlare possono emergere elementi utili per definire l’età, il sesso, la condizione sociale, le origini, le credenze e convinzioni. Un ladruncolo dei bassifondi della capitale del tuo mondo fantasy si esprimerà con un registro molto diverso da quello dell’imprenditore milanese di successo o del contadino protagonista di un romanzo ambientato nel diciannovesimo secolo.

Ogni personaggio deve avere una voce propria in grado di caratterizzarlo, coerente con tutte le altre informazioni che il lettore ha su di lui/lei.

Un buon metodo per accentuare la caratterizzazione attraverso i dialoghi è creare un piccolo arsenale di espressioni tipiche o ricorrenti. Imprecazioni, modi di dire, difetti del linguaggio rendono più facile capire chi sta parlando e fanno affezionare i lettori. Attenzione solo a non esagerare: il pericolo macchietta è dietro l’angolo.

Il modo di esprimersi di un personaggio può variare nel corso del libro, ma solo in accordo con il procedere del suo arco narrativo. Un allegro chiacchierone può diventare taciturno in seguito a un trauma, una persona gentile può diventare brusca e viceversa. Ogni cambiamento nei dialoghi deve avere una sua motivazione e spiegazione logica all’interno del romanzo stesso. Deve servire a illustrare con chiarezza l’evoluzione (o l’involuzione) del personaggio e contribuire al suo percorso.

L’obiettivo finale è consentire ai tuoi personaggi di parlare tra loro senza ripetere in continuazione “disse Marco” e “rispose Sofia”. I lettori devono riuscire a distinguere le loro voci senza essere accompagnati per mano.

Raccontare il passato

Un’altra funzione fondamentale dei dialoghi, oltre alla caratterizzazione dei personaggi e all’avanzamento della trama, è quella di far conoscere al lettore le parti della storia rimaste al di fuori della narrazione in presa diretta. Che si tratti di episodi del passato o di scene escluse perché incompatibili con il punto di vista adottato, il dialogo è sempre un’ottima scelta per farle arrivare al lettore.

In questo modo non solo risparmierai al povero lettore pagine e pagine di tell e avvenimenti riportati, piuttosto ostici alla digestione, ma potrai mettere in scena le reazioni dei personaggi coinvolti nello scambio di informazioni, continuando così a lavorare sulla loro caratterizzazione. Le parole con cui il personaggio X riferisce al personaggio Y un dato episodio dirà molto al lettore non solo sull’episodio, ma anche su X e Y.

Conclusioni e un ultimo consiglio

Difficile, a questo punto, sottovalutare l’importanza dei dialoghi. La sciatteria all’interno del virgolettato non è ammessa, mentre, al contrario, scambi di battute brillanti rendono spigliata e leggibile anche la trama più trita.

Per affinare l’uso dei dialoghi, il mio consiglio è di guardare tanti film e serie tv o, meglio ancora, di leggerne le sceneggiature. Ricopia su un quaderno i dialoghi migliori, quelli che ti hanno colpito di più, e cerca di capire che cos’è a renderli tanto efficaci. Trova anche dei personaggi simili a quelli del tuo romanzo e studia il loro modo di parlare, le espressioni ricorrenti e tutto quello che li rende identificabili.

Sei pronto a rendere esplosivi i tuoi dialoghi? 🙂 Se l’articolo ti è piaciuto, lascia un commento qui sotto e condividi. Ti auguro un buon lavoro sul tuo romanzo!

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