come scrivere descrizioni efficaci
Consigli

Come dipingere il tuo mondo: le descrizioni

Se i dialoghi sono il luogo in cui la storia avanza, le descrizioni sono lo spazio in cui rendi il tuo mondo familiare ai lettori. Attraverso le descrizioni, trasporti il lettore nella tua storia e gli permetti di toccarla con mano. Se sarai bravo, renderai il tuo universo narrativo reale, non importa se lo popolano draghi o alieni mutaforma.

Ma come si scrive una buona descrizione? Non è facile bilanciare i diversi elementi e spesso si oscilla tra il bisogno di dire tutto (quindi troppo) e quello di non dire niente e basta. Entrambi gli atteggiamenti sono sbagliati, perché chi legge deve potersi “guardare attorno” una volta messo piede in un nuovo libro, ma non deve nemmeno essere sommerso di informazioni.

Uno degli aspetti che i lettori sembrano amare di più ne “La principessa di Ys” sono le descrizioni. Dal quartiere basso fino al palazzo reale, con le parole ho ricostruito una città leggendaria sprofondata sotto il mare e ho dovuto renderla viva perché diventasse lo scenario perfetto per le avventure di Morrigan e Cormac. Perciò vorrei condividere il metodo che ho utilizzato per creare le mie descrizioni.

Siete pronti? Cominciamo.

Mostra quello che è necessario

Quando comincia un nuovo romanzo, il lettore sta muovendo un passo all’interno di una stanza buia. Tocca allo scrittore accendere la luce. Ma dovrebbe farlo poco per volta, per non correre il rischio di abbagliarlo.

Hai riempito cartelle su cartelle di documentazione sul tuo worldbuilding? Hai studiato, sai tutto su un determinato periodo storico oppure hai costruito ex novo un sistema solare con regole uniche? Molto bene, ma adesso non puoi semplicemente gettare tutta la tua conoscenza sul lettore. Il tuo entusiasmo è naturale, però dovrai limitarti a mostrare al lettore solo quello che serve per la storia, quando serve. Il mondo deve costruirsi attorno al lettore senza ostacolare o offuscare il normale procedere della narrazione.

Show, dont’t tell

Sempre, sempre, sempre. Che tu voglia far vedere al tuo lettore la bellezza di un tramonto, lo squallore di un vicolo, la perfezione architettonica di una cattedrale, oppure ancora il rituale religioso di un popolo alieno, il tuo compito sarà mostrarglielo, non spiegarglielo. Scegli i dettagli, indugia sui particolari che possono, in una sola immagine nitida, gettare luce su tecniche, usanze e unicità in grado di caratterizzare il tuo mondo narrativo e renderlo indimenticabile. Evita, invece, di trasformare le tue descrizioni in spiegoni.

Scrivi meno, scrivi meglio

Spesso gli autori alle prime armi pensano che una descrizione, per essere esauriente, debba essere anche ridondante. Invece non è necessario sprecarsi in aggettivi e avverbi di modo per dipingere un’immagine precisa nella mente di chi legge. Bastano poche parole, verbi e sostantivi scelti per essere precisi il più possibile. Se ti accorgi che ci sono termini che tendi a usare più di altri e che ritornano spesso nel tuo testo, cerca di limitarli e di pensare a delle alternative migliori a seconda del contesto.

Usa tutti i sensi

Quando visitiamo una nuova città, non ci limitiamo a vederla. La percepiamo con tutti i sensi. Lo stesso deve accadere al lettore che si immerge in un nuovo scenario nel libro che sta leggendo. La descrizione deve essere rapida come una fotografia, ma molto più completa. Cerca di coinvolgere non solo la sua vista, ma anche l’olfatto, il tatto, l’udito, il gusto. Parla a tutti e cinque i sensi e chi ti legge troverà la descrizione molto più immersiva.

Buona la prima, ma anche no

Prenditi tutto il tempo per limare le tue descrizioni. Non è necessario che siano perfette durante la primissima bozza. Anzi, alla fine del tuo lavoro di revisione prenditi del tempo per valutare le tue descrizioni e per decidere quanto siano efficaci ed equilibrate. Non avere paura di tagliare, oppure di aggiungere dettagli capaci di arrivare meglio al lettore. Spesso, durante la prima stesura le mie descrizioni sono molto scarne, ma mi riservo di completarle e ritoccarle alla fine, quando la struttura e il ritmo sono definiti e posso capire meglio se quella descrizione sia calibrata nel modo giusto.

Come esercizio, annotati su un quaderno le descrizioni che più ti colpiscono nei libri che leggi. Analizzale e cerca di capire per quale motivo ti hanno colpito e come potresti riprodurre un effetto simile nel tuo romanzo.

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