Consigli

Come costruire personaggi indimenticabili

Sulla costruzione dei personaggi sono stati scritti manuali interi ed è impossibile sviscerare l’argomento in un solo articolo. Di seguito sintetizzo nella forma più breve possibile le basi di qualsiasi ragionamento in materia.

I personaggi sono uno degli ingredienti più importanti nella composizione di un libro. I lettori si affezionano ai personaggi, più che alle ambientazioni o allo stile dell’autore, e averne di buoni è fondamentale per la riuscita del nostro romanzo.

Di fatto, la storia che stai raccontando è la storia dei tuoi personaggi. Doveroso, quindi, che gli attori principali della vicenda siano almeno interessanti.

Nota: avere dei buoni personaggi non significa necessariamente che questi personaggi debbano essere del tutto positivi. Spesso, al contrario, i personaggi più interessanti e capaci di catturare l’attenzione del lettore sono quelli sfaccettati e pieni di contraddizioni.

Il segreto nella costruzione di personaggi avvincenti e credibili sta in questo: noi autori dobbiamo saperne più di quanto mostreremo al lettore. In effetti, dei nostri personaggi dobbiamo sapere tutto. Ma proprio tutto. Sceglieremo in un secondo momento che cosa mettere in scena nel romanzo, ossia quali aspetti del carattere e della storia del nostro personaggio sono utili per la trama, e quali no.

La priorità, quindi, è assicurarti di avere per le mani personaggi a tutto tondo e non figurine bidimensionali.

La pianificazione dei personaggi è una di quelle cose che io definisco sempre prima di procedere con la bozza della storia. Questo perché è importante avere in mente debolezze e punti di forza che possano aiutare a risolvere determinati snodi della trama. Avere le idee chiare su questo aspetto semplifica moltissimo la vita di noi autori!

Nel caso, però, in cui ti rendessi conto a metà prima stesura (o seconda, o terza), che cambiare un determinato aspetto del tuo personaggio sarebbe davvero perfetto per la tua storia, puoi sempre inserire questa modifica a posteriori e procedere a ritroso in modo da cambiare la caratterizzazione del personaggio fin dalla sua prima apparizione. Il bello della scrittura è proprio questo: non è un’arte performativa, e quindi puoi tornare indietro in qualsiasi momento e modificare quanto già scritto per ottenere il risultato migliore possibile. Almeno, è così fino al visto si stampi.

Per la caratterizzazione dei personaggi, io procedo con un metodo simile a quello seguito per il worldbuilding. Stilo quindi una lista di domande relative al mio personaggio cui devo trovare delle risposte.

Un esempio di questionario potrebbe essere:

  • Da chi è composta la famiglia del tuo personaggio?
  • Qual è il suo aspetto esteriore?
  • Dove vive?
  • Come parla?
  • Come si veste?
  • Come si sposta?
  • Come mangia?
  • Come dorme?
  • Qual è il suo lavoro o come si guadagna da vivere?
  • Come trascorre il suo tempo libero?
  • Qual è la sua fede religiosa?
  • Quali sono le cose che ama?
  • Quali sono le cose che non gli piacciono?
  • Qual è il suo passato?
  • Com’è scandita la sua giornata tipo?

Come vedi, alcune domande pongono l’accento su aspetti della caratterizzazione cui penseresti naturalmente (come è composta la famiglia del personaggio, per dirne una), altre meno (come dorme). L’importante è capire che ognuna di queste domande mette in evidenza un possibile elemento di conflitto tra il personaggio e gli altri personaggi, oppure tra il personaggio e l’ambiente, o ancora tra il personaggio e la sua stessa interiorità.

Spesso già rispondere al questionario è una stimolante fonte di nuove idee e spunti per lo sviluppo del romanzo. L’obiettivo comunque, è non lasciare nulla al caso e avere il pieno controllo sulla costruzione dei tuoi personaggi. Devi essere consapevole fino in fondo del loro potenziale e usarlo senza risparmiarti.

Una caratterizzazione completa e a tutto tondo non serve solo per il protagonista della storia. Anche i personaggi secondari e le comparse devono avere una propria ragion d’essere. Quello che cambia è solo la quantità di dettagli che mostreremo al lettore. Mentre del protagonista offrirai una visione più completa, ai personaggi secondari lascerai un po’ meno spazio, a seconda della loro rilevanza. Questo non ti esime dal conoscere vita, morte e miracoli anche della più marginale delle comparse.

Non dimenticare che le storie si nutrono di conflitto e che descrivere un personaggio in un romanzo significa descrivere le sue relazioni. In un romanzo non esistono ritratti statici, ma solo personaggi dinamici, che vengono definiti grazie ai rapporti che intrattengono con l’ambiente o gli altri. I punti di cui sopra, quindi, diventano elementi per meglio evidenziare la natura di queste relazioni.

In quest’ottica assume un rilievo particolare la figura dell’antagonista.

Un antagonista credibile non è meno caratterizzato del protagonista. Al lettore devono essere ben chiare le sue motivazioni e le ragioni che lo spingono a opporsi al nostro protagonista, altrimenti il rischio di scivolare nella macchietta è alto. Capita spesso, d’altra parte, che l’antagonista sia così ben descritto da risultare ancora più interessante dell’eroe.

Sebbene il fascino del bad boy sia innegabile, sarebbe meglio evitare squilibri a sfavore del nostro protagonista, o i lettori potrebbero perdere interese nei suoi confronti.

Alcuni romanzi di cui consiglio la lettura per approfondire la costruzione dei personaggi:

  • Sei di corvi, di Leigh Bardugo. Un romanzo, primo di una duologia, interamente basato sulla costruzione dei personaggi. Può piacere o non piacere, ma di certo ha molto da insegnare sotto questo punto di vista.
  • Skyward, di Brandon Sanderson. Un romanzo di fantascienza young adult con una protagonista dalla voce riconoscibile e dei compagni ben caratterizzati.
  • Vengo a prenderti, di Paola Barbato. Un thriller italiano costruito interamente sugli archi di trasformazione dei personaggi.

Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è piaciuto e se l’hai trovato utile. Ti auguro un buon lavoro sul tuo romanzo!

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