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Consigli di lettura: “I pirati dell’oceano rosso” di Scott Lynch

Ci sono libri corti che sembra non finiscano mai. E poi ci sono libri dalla mole imponente, che però scorrono veloci in una manciata di giorni grazie alla quantità di intrighi, colpi di scena e avventure dei protagonisti. Questo mi è successo con “I pirati dell’oceano rosso”, secondo volume della serie dei Bastardi Galantuomini, edito in Italia da Oscar Mondadori. Ecco la trama:

Dopo un violento combattimento con la malavita che li ha quasi uccisi, Locke e il suo fedele compare Jean fuggono dalla città in cui sono nati e approdano agli esotici lidi di Tal Verrar per curarsi le ferite. Ma neppure all’estremità occidentale del mondo civilizzato possono riposare, e presto tornano a dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: rubare ai ricchi e intascare il ricavato. Questa volta il loro obiettivo è oltremodo ambizioso: la torre di Peccapicco, la casa da gioco più esclusiva e più sorvegliata che ci sia. I suoi nove piani attirano una clientela facoltosa, e per giungere fino alla cima servono buon credito, comportamenti bizzarri… e un gioco semplicemente impeccabile. Perché c’è una sola regola importante che Requin, lo spietato padrone di Peccapicco, fa rispettare rigorosamente: chi bara avrà la morte. Per nulla intimoriti, Locke e Jean hanno elaborato una strategia che comprende bugie, trucchi e inganni per tutti e nove i piani… su su fino al favoloso caveau di Requin. Sotto mentite spoglie, compiono la loro meticolosa ascesa verso un obiettivo ormai vicinissimo… Ma qualcuno a Tal Verrar ha scoperto il loro segreto. Qualcuno giunto dal passato, che ha tutte le intenzioni di far pagare ai due sfacciati malviventi i crimini commessi. Ora avranno veramente bisogno di ogni grammo di astuzia per salvare le loro anime prezzolate. E potrebbe non bastare…

Se il primo volume (di cui trovi qui la recensione) presenta un incupirsi dei toni nella seconda metà della storia, il secondo si apre già in un’atmosfera carica di tensione e sospetto. È la splendida amicizia tra Locke e Jean a essere in discussione, tra alti e bassi continui. Viene meno quindi proprio quella caratteristica che nel primo libro aveva spesso alleggerito le situazioni più violente e drammatiche: adesso si gioca duro, fin da subito.

I toni più seri e oscuri si accompagnano a un maggiore approfondimento psicologico dei personaggi, che già erano il punto forte della saga: sia Locke che Jean attraversano un vero arco di trasformazione e un plot di relazione che approfondisce il loro rapporto. Assistiamo a un Locke dallo smalto meno brillante, costretto ad affrontare ombre e limiti, e un Jean che esce dal ruolo di spalla per diventare in più momenti il vero motore della trama, in grado di dare a Locke la scossa di cui ha bisogno. Ho apprezzato molto questa scelta dell’autore; avrebbe potuto essere semplice riproporre ai protagonisti le medesime parti, invece ha avuto il coraggio di mostrarceli sotto una luce diversa e al tempo stesso coerente con le premesse.

Ai già noti Locke e Jean, inoltre, si aggiunge una ciurma di personaggi memorabili e ben caratterizzati: Zamira Drakasha, Ezri e Selendri sono tre donne forti e diversissime che non dimenticherò tanto presto.

Un po’ Ocean’s Eleven, un po’ Pirati dei Caraibi: la trama è complessa, un sistema a incastro dove diversi intrecci e linee temporali si susseguono per poi combaciare nel finale. Rispetto al primo volume, qui sono maggiori le sfide perse dai nostri eroi: altro elemento che contribuisce a creare un clima meno sfrenato e più minaccioso attorno a Locke e Jean.

Lo stile è imperniato su un narratore onnisciente dalla voce molto forte; se, da una parte, indulge volentieri all’infodump, dall’altra è capace di farlo in modo spigliato e spesso divertente. Le parti che più mi hanno agganciata sono i dialoghi, sempre ritmati e brillanti.

Il primo volume della serie mi aveva folgorata. “I pirati dell’oceano rosso” è un degno sequel, capace di portare la storia e i personaggi a un diverso livello di maturità. Sono previsti 5 libri successivi, di cui solo uno già edito in Italia e in lingua inglese, ma anche in questo caso tutti gli archi narrativi vengono chiusi. Il colpo di scena finale, però, lascia davvero col fiato sospeso e l’ansia di proseguire subito con il terzo romanzo.

Hai già letto questo libro oppure la mia recensione ti ha incuriosito? Fammi sapere la tua opinione nei commenti!

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