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Consigli di lettura: Gli inganni di Locke Lamora di Scott Lynch

Amiamo le storie perché amiamo i personaggi che le vivono. E, quando in una storia si trova un concentrato di arguzia e carisma come quello presente ne “Gli inganni di Locke Lamora” di Scott Lynch, è molto difficile resistere al suo fascino.

Di seguito lascio la trama:

“Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.”

Il romanzo è ambientato entro i confini di Camorr, una città-stato ispirata alla Venezia tardomedievale. Il worldbuilding è raffinato e descritto in modo dettagliato; eppure nessuna informazione è superflua e ogni minuzia finisce per trovare un suo incastro perfetto all’interno del congegno della trama. Lo spazio in cui si muovono i protagonisti assume una concretezza impressionante: Camorr è una città viva, che balza fuori dalle pagine del libro. Insieme ai protagonisti, i lettori ne esplorano ogni angolo, da quelli più malfamati ai lindi quartieri della nobiltà, fino ad arrivare a conoscerla come dopo un viaggio in carne e ossa.

La narrazione segue diverse linee temporali. Ai capitoli che mostrano i fatti presenti se ne intrecciano altri che raccontano l’infanzia di Locke e dei suoi amici. Ho apprezzato molto il modo in cui questo intreccio non sia mai casuale, ma i fatti del passato siano scelti per dare particolare enfasi a quelli del presente. Non è puro gusto per la backstory, dunque, ma un vero e proprio gioco di semina e raccolta di informazioni, oltre che un modo per sfruttare al massimo la tensione di alcuni cliffhanger interni.

Ma il vero punto di forza di questo romanzo sono i personaggi. Locke Lamora non assomiglia a un eroe classico: è mingherlino e piuttosto insignificante di aspetto e straordinariamente poco dotato per il combattimento. Il suo talento risiede nella capacità di mettere a punto, e se necessario improvvisare, piani complicatissimi allo scopo di mettere qualcuno nei guai (oppure di tirarsene fuori in prima persona). Locke Lamora, così come i membri della sua banda, sono arguti e carismatici, sempre pronti a stupire con fuochi d’artificio dell’ingegno. E se già presi singolarmente i Bastardi Gentiluomini sono irresistibili, tutti insieme creano un’alchimia nuova. Locke, Jean, Calo, Galdo e Cimice possono essere un’insidia per i nobili sprovveduti, ma tra loro sono legati dalla più sincera delle amicizie, una pura fratellanza come se ne trovano di rado nei libri (e quasi mai nella realtà).

L’archetipo del ladro è di certo molto affascinante, ma è difficile caratterizzare un ladro in un romanzo senza creare diffidenza o antipatia nei lettori. Insomma, a chi piacciono i ladri nella vita? Eppure l’autore riesce fin dalle prime pagine a stabilire una fortissima empatia per i suoi personaggi, prima grazie al carisma di Locke, poi grazie all’etica di questa banda così sopra le righe.

Il romanzo è piuttosto lungo, ma scorre bene grazie a un ritmo sempre sostenuto e a uno stile brioso, che dà il meglio di sé nei dialoghi arguti. Ci sono capitoli composti da poco più che puro dialogo, e sono una gioia per la mente grazie alle continue trovate.

Ho amato questo romanzo come non mi capitava da tempo. Si tratta del primo di una serie e, anche se l’autore ha previsto 7 volumi, al momento ne sono usciti 3, sia in lingua originale che in italiano. In ogni caso, questo primo libro si può leggere come un autoconclusivo, in quanto tutti gli archi narrativi vengono chiusi e non restano questioni in sospeso.

Dopo un romanzo così, però, volerne altri è naturale!

Hai già letto questo libro oppure la mia recensione ti ha incuriosito? Fammi sapere la tua opinione nei commenti!

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