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5 modi per far affezionare i lettori ai tuoi personaggi

Ho appena terminato il primo giro di editing di Dolomites, il mio historical fantasy per un target young adult ispirato alle leggende delle Dolomiti. Questa esperienza è stata molto impegnativa e soprattutto formativa, perché ricevere le correzioni di un editor professionista è il modo migliore per crescere nella scrittura creativa.

Puoi aver studiato quanto vuoi, ma i libri sono creature complesse e avrai sempre bisogno di un editor che ti aiuti a smussare gli angoli della tua scrittura. In particolare, in questa occasione ho avuto modo di riflettere su alcuni temi in particolare e vorrei approfittarne per condividere con te quello che ho approfondito.

Un aspetto cui io e il mio editor abbiamo prestato molta attenzione è stato quello della caratterizzazione dei personaggi. Non basta averli studiati e strutturati nel modo più efficiente possibile: i personaggi devono anche essere il laccio emotivo con cui leghi a te i tuoi lettori.

Perché questo accada, deve esserci empatia tra i lettori e i personaggi.

Attenzione: non è necessario che i lettori si identifichino con i protagonisti e non è quello il tuo obiettivo. Dovrai invece fare in modo che i lettori si sentano emotivamente coinvolti e che le vicende narrate abbiano un forte impatto su di loro.

Ci sono 5 modi che ti aiuteranno in questa impresa.

Dai ai tuoi personaggi una voce forte e riconoscibile

Questo è forse il punto più importante. La caratterizzazione dei personaggi emerge prima di tutto dal modo in cui parlano. Significa prestare attenzione ai dialoghi, ma non solo. Che tu stia scrivendo in prima o in terza persona immersiva, il personaggio di cui segui il punto di vista sarà anche il tuo filtro sul mondo. Sarà la sua voce a dover emergere durante il narrato, sarà il suo modo di pensare a condizionare qualsiasi evento. Calati sempre nei suoi panni e fai in modo che ogni avvenimento sia un’occasione sia per portare avanti la trama, sia per mostrare il modo di porsi e di pensare del tuo personaggio narrante.

Scrivere in prima persona ti aiuterà a impostare fin da subito una voce forte. Se scrivi in terza persona, invece, è probabile che dovrai fare uno sforzo maggiore (che però ti ripagherà nel migliore dei modi).

Dai loro dei difetti (ma non troppi)

I personaggi perfetti non piacciono a nessuno. Nessuno vuole vedere l’eroe senza macchia che infila un’impresa dopo l’altra senza sbagliare un colpo e senza vacillare mai. Dota il tuo personaggio di un difetto fatale che dovrà risolvere durante la narrazione e su cui impernierai l’arco di trasformazione e la trama, e oltre a questo aggiungi altre piccole imperfezioni che lo facciano apparire umano. Ma…

Dai loro dei pregi (ma non troppi)

Il tuo personaggio, proprio come qualsiasi essere umano, non dovrà nemmeno essere solo un coacervo di difetti e aspetti negativi. Dagli anche dei pregi, lavorando sugli opposti in modo da creare ombreggiature e una caratterizzazione tridimensionale. Questo discorso vale per i protagonisti, ma anche i personaggi secondari non devono essere dimenticati. Non avrai lo spazio di dare a tutti lo stesso tipo di approfondimento (e non dovresti farlo), ma fai in modo che di tutti coloro che hanno un ruolo drammatico emerga

Fai in modo che affrontino cose orribili

Può sembrare un consiglio crudele, ma è uno dei modi più efficaci per generare empatia. Una volta caratterizzato il tuo personaggio, stabilisci quale sia la cosa peggiore che potrebbe capitargli e fagliela capitare. Mi raccomando, deve essere qualcosa di coerente con la trama e il percorso che hai pensato per il personaggio, e non per forza di oggettivamente tragico: un personaggio costretto ad affrontare una fobia genererà più empatia rispetto a un altro che viene a sapere della morte della sua intera famiglia, se quest’ultimo fatto non ha attinenza con l’arco di trasformazione che hai impostato.

Mostra la loro interiorità

Attenzione! Mostrare è il contrario di raccontare. Quindi, se scriverai che “personaggio X” è arrabbiato, il lettore si sentirà distante e non proverà empatia. Perché questo accada, dovrai mostrare la sua rabbia, le reazioni fisiche che procura, il modo in cui il personaggio vi si abbandona o resiste. Sembra difficile? Perché lo è! Raccontare è semplice (e puoi farlo durante la prima stesura), ma non farà affezionare i lettori ai tuoi personaggi e alle loro vicende. Durante le fasi di riscrittura, accertati di far sparire tutte le forme in “tell” e di sostituirle con forme capaci di mettere in scena l’interiorità del personaggio.

Come nel caso della voce del personaggio, sarà un aspetto più naturale da gestire in prima persona. La terza persona ti porterà d’istinto a forme un po’ più esterne, che dovrai invece cercare in tutti i modi di evitare per ottenere un effetto pienamente immersivo.

Questi consigli ti sono stati utili? Parliamone nei commenti!

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